Benvenuti al nostro diciassettesimo e ultimo appuntamento sulle linee guida NIS2 dell’ENISA..
Abbiamo parlato di password, di crittografia, di dipendenti, di formazione e molto altro. Ma c’è un ultimo, gigantesco rischio che la Direttiva NIS2 e le Linee Guida ENISA ti impongono di affrontare: la realtà fisica.
A cosa serve il firewall più costoso del mondo se un tubo dell’acqua esplode sopra l’armadio di rete? O se un ladro entra indisturbato e ruba i dischi rigidi? O se un blackout spegne l’azienda per due giorni?
La cybersecurity non è solo digitale. E’ il momento di blindare la tua infrastruttura fisica per garantire la continuità operativa e superare l’audit. Non sai da dove cominciare? Non preoccuparti: c’è NIS2Lab!
1. Utenze di supporto: la linfa vitale
Il primo requisito non riguarda gli hacker, ma la continuità. L’ente deve prevenire l’interruzione delle operazioni dovuta a guasti delle utenze di supporto (elettricità, internet, condizionamento).
Non puoi dire al cliente “Siamo offline perché è saltata la corrente”. La sicurezza fisica e ambientale richiesta dalla Direttiva NIS2 vuole ridondanza:
- gruppi di Continuità (UPS): obbligatori. Proteggono i dispositivi dagli sbalzi di tensione e garantiscono minuti preziosi per salvare i dati;
- connettività Ridondata: se salta la fibra principale, deve subentrare automaticamente una linea di backup (es. una linea 4G/5G o un ponte radio);
- climatizzazione (HVAC): i sistemi IT non devono fondere. Se hai un locale tecnico, la temperatura deve essere controllata.
Il ruolo di NIS2Lab: ti affianchiamo nell’analisi dei rischi per garantire la tua continuità operativa! Contattaci!
2. Minacce ambientali: fuoco, acqua e calore
Le linee guida Enisa impongono di proteggere le strutture da disastri naturali o incidenti ambientali. La sala server (o anche il piccolo armadio all’ingresso) deve essere protetta.
Le misure richieste includono:
- sistemi di rilevamento: sensori di fumo e, soprattutto, sensori antiallagamento (spesso ignorati ma cruciali nelle cantine o nei sottoscala);
- soglie di allarme: il sistema deve avvisare prima del disastro. Se la temperatura sale sopra la soglia critica, deve partire un alert immediato al tecnico;
- posizionamento strategico: hai messo il server sotto i bagni del piano di sopra? L’audit boccerà queste configurazioni a rischio.
3. Controllo accessi fisici: chi ha le chiavi?
Gli standard di sicurezza fisica e ambientale necessari secondo la Direttiva richiedono che l’accesso alle aree critiche sia limitato e tracciato, esattamente come l’accesso digitale.
- perimetri di sicurezza: non basta chiudere la porta d’ingresso. L’area dove risiedono i dati deve essere accessibile solo a chi ne ha bisogno;
- tracciamento: devi sapere chi è entrato nel locale tecnico e quando;
- visitatori: i tecnici esterni o i visitatori non possono girare liberi per gli uffici. Devono essere identificati, registrati e accompagnati.
Non improvvisare con il “fai-da-te” che lascia buchi nella sicurezza. Affidati a chi lo fa di mestiere: ti aiutiamo a definire tutte le procedure necessarie per rimanere nella filiera!
“Ma io sono in Cloud, non ho server!”
Attenzione a non cadere in questo errore. Anche se la tua azienda è Full Cloud e non ha server in casa, hai comunque un perimetro fisico da difendere:
- l’armadio di rete: dove arrivano la fibra e i router. Se qualcuno stacca quei cavi, l’azienda si ferma. Va protetto a chiave;
- gli endpoint: i PC lasciati sulle scrivanie. Se un ladro entra e ruba un laptop sbloccato, ha accesso al tuo Cloud;
- lo smart Working: devi istruire i dipendenti sulla sicurezza fisica dei dispositivi quando lavorano da casa o in viaggio.
NIS2: sfida e opportunità
Come hai visto in questa rubrica, anche essendo una PMI hai assoluto bisogno di adeguarti.
Per una PMI, essere parte della Supply Chain significa lavorare con clienti più grandi o fornitori che dipendono da lei per mantenere operative le attività. La direttiva NIS2 dell’Unione Europea coinvolge le PMI in settori critici per due motivi fondamentali:
- l’effetto a catena: anche un piccolo problema di sicurezza in una PMI può bloccare l’intera rete produttiva del cliente;
- il bersaglio facile: gli hacker sanno che le PMI, a volte, hanno risorse limitate per la cybersecurity e le usano come punto d’ingresso (“testa di ponte”) per attaccare aziende più grandi e protette.
La NIS2 rappresenta una sfida, ma anche un’opportunità per rafforzare la resilienza della tua PMI e diventare un partner insostituibile. Non lasciarti cogliere impreparato.
Non sai da dove iniziare? Lascia che ti guidi NIS2Lab
Capire da soli se si è conformi alla NIS2 è complesso e rischioso. Spesso ci si sente a posto, ma un occhio esperto vede vulnerabilità che tu ignori.
Noi di NIS2Lab vogliamo darti risposte concrete, non teorie. Compilando la nostra checklist, potrai valutare la tua posizione attuale rispetto alla Direttiva. Analizzeremo i tuoi dati per capire il tuo livello di rischio e ti contatteremo per definire insieme i passi necessari per metterti al sicuro.