Classificazione dei rischi NIS2: come proteggere i contratti (anche se non sei un soggetto essenziale)

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Classificazione dei rischi NIS2? Se sei una PMI, probabilmente hai pensato: “La Direttiva NIS2 riguarda le banche, gli ospedali e le multinazionali. Io sono troppo piccolo.” Fino a poco tempo fa, avevi ragione. Oggi non più.

Sebbene la tua azienda non ricada direttamente nell’obbligo di legge, ci ricadono i tuoi clienti. E la normativa impone loro di gestire il rischio lungo tutta la Supply Chain. Risultato? Per continuare a lavorare con loro, devi dimostrare di avere il controllo della tua sicurezza.

Il primo documento che ti chiederanno non è il fatturato, ma l’Analisi e Classificazione dei Rischi. Non si tratta di burocrazia inutile, ma dell’unico metodo per decidere dove investire il budget IT (che non è infinito) ed evitare che un incidente paralizzi la fornitura.

Ecco l’approccio strategico di NIS2Lab per affrontare questa richiesta senza bloccare l’azienda.

1. Comprendere la valutazione del rischio (senza panico)

L’errore classico delle PMI è dire: “Proteggiamo tutto”. È impossibile ed estremamente costoso. La classificazione dei rischi serve proprio a decidere cosa è sacrificabile e cosa no.

Il processo che implementiamo con i nostri clienti si divide in 3 fasi concrete:

A. Asset Inventory (cos’hai?)

Non puoi proteggere ciò che non sai di avere. Il primo passo è censire gli asset critici: server, database clienti, proprietà intellettuale, ma anche i PC dei dipendenti in smart working. Domanda chiave: Se questo server si spegne per 3 giorni, l’azienda fattura o si ferma?

B. Analisi delle Minacce (cosa ti fa paura?)

Dimentica gli hacker dei film. Le minacce reali per una PMI sono spesso più banali:

  • ransomware che blocca la contabilità;
  • un dipendente che clicca su una mail di phishing;
  • un fornitore esterno che accede con credenziali rubate;
  • un guasto hardware senza backup recente.

C. Calcolo del rischio (probabilità x danno)

Incrociamo i dati.

  • Probabilità: quanto è probabile che accada?
  • Impatto: quanti soldi perdi se accade? Questo ci dà una classifica: Alto, Medio, Basso. Investirai il budget solo per mitigare i rischi “Alti”. Quelli “Bassi” si possono accettare. Questo è l’approccio strategico.

2. Gestione delle vulnerabilità: conosci le tue vulnerabilità?

Una volta capito cosa proteggere, devi sapere dove sei debole. La gestione delle vulnerabilità è il cuore tecnico della NIS2.

Non basta installare un antivirus e dimenticarsene. I tuoi clienti si aspettano un processo attivo:

  • patch management: i tuoi sistemi sono aggiornati? Un server non aggiornato è una porta aperta.
  • prioritizzazione: se l’analisi rileva 100 vulnerabilità, quali chiudiamo oggi? Quelle che impattano gli asset critici definiti al punto 1.
  • remediation: applicare le correzioni. Sembra banale, ma spesso nelle PMI le patch vengono rimandate per mesi “per non fermare il lavoro”, finché non arriva il cryptolocker.

3. Perché il tuo cliente vuole che tu sia “proattivo”

La NIS2 richiede un cambio di mentalità: da reattivo (“si è rotto, lo aggiusto”) a proattivo (“faccio in modo che non si rompa”). Il tuo cliente vuole la garanzia che tu non diventerai l’anello debole della sua catena.

Per dimostrarglielo, devi agire su tre fronti:

  1. formazione del personale: il dipendente è la prima linea di difesa. Un team formato riconosce il phishing e non condivide le password.
  2. difesa perimetrale: firewall e sistemi di rilevamento non sono optional, sono le mura del castello.
  3. Incident Response: se succede il peggio, hai un piano? Chi chiami? Come recuperi i dati? Avere una procedura scritta ti salva dal caos (e dalle cause legali).

4. Il ruolo critico degli Accessi (e come gestirli)

Uno dei punti su cui gli auditor dei tuoi clienti insisteranno di più è: “Chi ha le chiavi di casa vostra?” Gli accessi non autorizzati o gestiti male (es. password condivise, ex dipendenti ancora attivi) sono il rischio numero uno.

La conformità richiede:

  • Least Privilege: Dare a ogni utente solo i permessi minimi necessari.
  • Logging: Tracciare chi fa cosa.
  • Revoca: Togliere gli accessi appena non servono più.

Per approfondire > Controllo accessi e accessi privilegiati: come gestirli in ottica NIS2

Con noi al tuo fianco la NIS2 non sarà un ostacolo ma un’opportunità

Il nostro obiettivo è trasformare l’adeguamento normativo in un vantaggio competitivo: rafforzare la sicurezza della tua azienda significa rafforzare la fiducia dei tuoi partner commerciali.

Ecco come lo facciamo in NIS2Lab:

Applicazione pratica della normativa

Sappiamo che la teoria non basta. Ecco perché ci concentriamo su come implementare i requisiti della NIS2 nel contesto reale della tua azienda, riducendo i rischi operativi e garantendo una transizione fluida verso la conformità. Niente burocrazia inutile, solo ciò che serve al tuo business.

Strumenti su misura per la tua azienda

Non vendiamo soluzioni standardizzate. Abbiamo sviluppato strumenti pratici, come check list di conformità, modelli di valutazione dei rischi e piani di implementazione che aiutano a semplificare il percorso. Lavoriamo al tuo fianco per identificare le priorità e creare strategie personalizzate sul tuo budget.

Supporto continuo

Non ci limitiamo a fornire una consulenza iniziale “mordi e fuggi”. Ti accompagniamo in ogni fase del percorso, dalla valutazione dei rischi alla formazione del personale, fino alla verifica finale della conformità. E restiamo sempre a disposizione, pronti a supportarti per ogni necessità o ispezione futura.