La Direttiva NIS2 ha trasformato la Supply Chain security da “buona pratica” a obbligo normativo. Se fino a ieri un fornitore veniva scelto solo per prezzo e qualità, oggi viene valutato (e selezionato) in base alla sua postura di sicurezza.
In questo scenario, se sei un fornitore all’interno di una filiera critica, ti trovi di fronte a nuovi obblighi e responsabilità. Vediamo cos’è cambiato con la NIS2 e come adeguarsi.
L’importanza della Supply Chain Security
Perché la normativa insiste così tanto sulla catena di approvvigionamento? Perché gli hacker sono pigri ed efficienti. Invece di attaccare frontalmente una grande banca o una multinazionale (spesso ben difese), attaccano il loro piccolo fornitore di servizi IT o di manutenzione, usandolo come “cavallo di Troia” per risalire la corrente.
La direttiva NIS2 impone alle aziende capofiliera (Soggetti Essenziali) di valutare e mitigare i rischi associati ai propri fornitori. Tradotto per la tua PMI: Il tuo cliente ha l’obbligo legale di controllarti. Se non lo fa, rischia sanzioni. Se tu non sei a norma, lui è costretto a cambiare fornitore.
Le nuove responsabilità dei fornitori
Con la NIS2, il fornitore smette di essere un soggetto passivo. Non basta più dire “Ho l’antivirus”. Devi garantire che le tue infrastrutture e le tue pratiche interne siano conformi a standard elevati, per evitare di diventare il punto d’ingresso di un attacco informatico che potrebbe paralizzare il tuo cliente.
I contratti: cosa devi aspettarti
Lo strumento principale con cui i grandi clienti scaricano la responsabilità sui fornitori è il contratto. Aspettati (o preparati a redigere, se sei tu il committente) nuovi addendum contrattuali che includono clausole specifiche:
- misure di sicurezza minime: obbligo di adottare standard tecnici precisi (es. crittografia, MFA);
- SLA di notifica: procedure rigide che ti obbligano a segnalare un incidente di sicurezza entro 24 o 72 ore al massimo;
- diritto di audit: il cliente si riserva il diritto di mandare ispettori a casa tua per verificare se stai rispettando le regole;
- penali: conseguenze economiche o risoluzione del contratto in caso di “bugie” sulla sicurezza o mancata conformità.
In Nis2Lab ti aiutiamo a prepararti, in modo tale da assicurarti che le clausole sulla sicurezza siano sostenibili, corrette e conformi alla direttiva.
Trasparenza totale: logging e monitoraggio
Se succede un incidente, non puoi dire “Non so cosa sia successo”. La NIS2 richiede la capacità di tracciare le attività (Logging).
Devi essere in grado di rispondere a domande come:
- Chi si è collegato al server ieri notte?
- Quali dati sono stati toccati?
Questo richiede l’implementazione di pratiche di auditing: revisioni periodiche dei log per individuare anomalie. Senza questo processo, sei cieco di fronte alle minacce e indifendibile in caso di ispezione.
La conformità come vantaggio competitivo
La conformità alla NIS2 è una sfida significativa, specialmente per chi ha una rete complessa di fornitori. Ma è anche l’unico modo per restare nel mercato delle grandi filiere europee.
Non affrontare questo cambiamento cercando soluzioni “magiche” o software che promettono di fare tutto da soli. La sicurezza è fatta di persone, processi e regole. Siamo qui per questo, contattaci!