Audit NIS2: come superare i controlli (anche se sei una PMI)

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La Direttiva NIS2 non è più una novità, è una realtà operativa. Se fino a ieri la sicurezza informatica era vista come un costo, oggi è il requisito fondamentale per restare sul mercato.

Uno degli aspetti che spaventa di più gli imprenditori è l’Audit NIS2. Che sia condotto da un ente certificatore, dall’autorità nazionale o (molto più probabilmente per te) dagli auditor inviati dai tuoi clienti importanti, il momento della verifica è critico.

Non si tratta solo di “avere l’antivirus”. Si tratta di dimostrare, carte alla mano, che la tua azienda è resiliente. In questo articolo, trasformiamo la paura dell’ispezione in un piano d’azione pratico: ecco cosa controllano e come farti trovare pronto.

Vuoi farti trovare pronto? I 3 step fondamentali

L’Audit NIS2 non si improvvisa la settimana prima. È il risultato di un processo. Ecco i tre pilastri su cui lavorare per preparare le aziende.

1. La fotografia iniziale: Gap Analysis

Non puoi aggiustare ciò che non sai essere rotto. Il primo passo obbligatorio è la Gap Analysis. Si tratta di un confronto spietato tra la tua situazione attuale e i requisiti della norma.

  • Dove siamo carenti?
  • Manca la MFA?
  • I backup sono testati?

Questa analisi serve a creare la “To-Do List” delle priorità. Senza questa, stai navigando a vista.

2. Se non è scritto, non esiste: la documentazione

Agli occhi di un auditor, una procedura non scritta è una procedura inesistente. Devi avere una documentazione aggiornata che includa:

  • politiche di sicurezza delle informazioni;
  • procedure operative standard (SOP);
  • registro degli incidenti (anche quelli “scampati”);
  • inventario degli asset (hardware e software).

Il consiglio di NIS2Lab: Non scaricare documenti precompilati da internet. L’auditor se ne accorge in un secondo. Le procedure devono rispecchiare quello che fate davvero.

3. Il fattore umano: consapevolezza e formazione

Puoi avere il firewall migliore del mondo, ma se il tuo dipendente clicca su un link di phishing, sei compromesso. Gli auditor spesso intervistano il personale per verificare se conoscono le procedure di base. La formazione non deve essere un evento “una tantum”, ma un percorso continuo (Cyber Hygiene).

La Checklist: cosa verificheranno tecnicamente?

Durante un Audit NIS2, l’ispezione scende nel dettaglio tecnico. Ecco i 4 punti su cui cadono più spesso le aziende (e come evitarlo):

1. Igiene informatica di base

Controlleranno se hai le basi:

  • Gestione delle vulnerabilità (fai gli aggiornamenti o hai server Windows 2008?).
  • Segmentazione della rete (gli uffici sono separati dalla produzione?).
  • Protezione degli endpoint (PC e server).

2. Le “chiavi del regno”: accessi privilegiati (PAM)

Questo è un punto critico. Chi ha i diritti di amministratore? Gli auditor verificheranno se utilizzi soluzioni di PAM (Privileged Access Management). Non è accettabile che tutti in azienda conoscano la password di “Administrator”. Gli accessi amministrativi devono essere tracciati, temporanei e protetti da MFA.

3. Chi entra e chi esce: controllo accessi

Il principio da seguire è il Least Privilege (privilegio minimo). Ogni dipendente deve accedere solo ai dati necessari per il suo lavoro. L’autenticazione a più fattori (MFA) deve essere ovunque, non solo sulla VPN, ma anche sulla posta e sui gestionali cloud.

4. La scatola nera: logging e auditing

Se succede qualcosa, sei in grado di ricostruire l’accaduto? I Log (le registrazioni degli eventi di sistema) devono essere:

  • Generati attivamente.
  • Conservati in modo sicuro (immutabili).
  • Analizzati regolarmente (a cosa serve un log se nessuno lo legge?).

Un caso reale: dalla paura al rinnovo del contratto

Prendiamo un caso realmente successo: una PMI metalmeccanica che lavora per il settore Energy. Il cliente (Soggetto Essenziale NIS2) ha inviato un preavviso di audit. La PMI è andata nel panico perché non aveva procedure formalizzate.

Abbiamo implementato un sistema PAM per proteggere l’accesso ai macchinari CNC e attivato un monitoraggio log centralizzato.

Il risultato: Durante l’audit, l’azienda non ha solo detto “siamo sicuri”, ma ha mostrato i report dei log e la procedura di gestione incidenti.

Esito? Valutazione positiva e rinnovo del contratto di fornitura per 3 anni.

L’audit è un esame, preparati prima

La compliance alla NIS2 è, di fatto, la patente di guida per poter lavorare nelle filiere importanti d’Europa.

Non aspettare che arrivi la lettera di audit per correre ai ripari. La sicurezza si costruisce giorno per giorno. La tua strategia non deve vedere queste normative come oneri, ma come un’unica grande strategia di resilienza aziendale.

Non lasciare la tua PMI esposta a sanzioni o alla perdita di clienti. Affidati a chi unisce competenza legale e tecnica.