Ispezioni NIS2: se non ti controlla l’ACN, ti controllerà il tuo cliente (ecco cosa rischi)

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Quando si parla di Ispezioni NIS2, molti titolari di PMI tirano un sospiro di sollievo: “La mia azienda è piccola, non rientro nei Soggetti Essenziali, nessuno verrà mai a controllarmi”.

Se anche tu la pensi così, stai commettendo un errore di valutazione che potrebbe costarti caro.

È vero: probabilmente l’ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale) non manderà i suoi ispettori direttamente nei tuoi uffici domani mattina. Ma la Direttiva NIS2 ha attivato un meccanismo a cascata che ti coinvolge direttamente se fai parte della Supply Chain (filiera di fornitura) di aziende più grandi.

In questo articolo vediamo come funzionano le ispezioni “indirette”, perché sono inevitabili e, soprattutto, quali sono le tue responsabilità legali e contrattuali.

Il meccanismo a cascata: perché l’ispezione arriverà a te

Per capire perché sei a rischio, bisogna guardare come funziona la legge per i “grandi”. I soggetti essenziali (banche, energia, sanità, trasporti, grandi industrie) sono sottoposti a vigilanza ex-ante. Significa che devono dimostrare attivamente di essere sicuri.

Uno degli obblighi più severi per loro è la sicurezza della catena di approvvigionamento. L’ente pubblico o la multinazionale non può limitarsi a proteggere i propri server; deve garantire che anche i suoi fornitori (cioè tu) siano sicuri.

Ecco cosa succederà (o sta già succedendo):

  1. l’ACN ispeziona la grande azienda;
  2. l’ACN chiede: “Come garantisci che i dati che condividi con il tuo fornitore X siano al sicuro?”;
  3. la grande azienda, per evitare sanzioni milionarie, scarica l’obbligo su di te.

Per la tua PMI, l’ispezione NIS2 non arriverà con un tesserino ministeriale, ma tramite una PEC del Responsabile Acquisti del tuo miglior cliente che ti chiederà di compilare un audit o di accettare una visita ispettiva di terza parte.

Come avviene l’Audit del Cliente (Audit di Seconda Parte)

Non aspettarti una stretta di mano e una domanda generica tipo “Avete l’antivirus?”. Le aziende soggette alla NIS2 stanno aggiornando i contratti di fornitura inserendo clausole blindate.

Un audit di conformità tipico per un fornitore prevede:

  • questionari tecnici dettagliati: ti chiederanno come gestisci le password, se fai i backup offline, se hai la MFA attiva e come gestisci i dispostivi dei dipendenti;
  • richiesta di prove: non basterà dire “Sì”. Dovrai allegare le policy, i log degli incidenti o i report dei Vulnerability Assessment;
  • diritto di audit in loco: Nel contratto potresti trovare una clausola che autorizza il cliente (o una società di revisione da lui incaricata) a venire fisicamente nella tua sede per verificare le misure di sicurezza.

Se non superi questo esame, le conseguenze sono peggiori di una sanzione amministrativa: rischi la risoluzione immediata del contratto per inadempienza. E se sei in fase di acquisizione, verrai automaticamente scartato a favore di un concorrente in grado di dimostrare la propria conformità.

Non devi fare tutto da solo: NIS2Lab ti aiuta proprio nell’adeguamento. Offriamo consulenze mirate per assicurare che la tua PMI sia conforme alla direttiva NIS2, attraverso soluzioni personalizzate in base alle dimensioni della tua azienda.

La trappola della “autodichiarazione” e le responsabilità legali

Qui si nasconde il pericolo maggiore per l’imprenditore. Davanti alla richiesta pressante di un cliente importante, la tentazione è quella di “barrare tutte le caselle col SÌ” nel questionario, sperando che nessuno controlli mai.

Attenzione: questa è una trappola.

Se dichiari di essere conforme agli standard di sicurezza richiesti (che spesso rispecchiano la NIS2) e poi subisci un incidente informatico che impatta anche il tuo cliente (es. un ransomware che risale la filiera):

  1. responsabilità contrattuale: sarai chiamato a risarcire i danni per inadempienza contrattuale;
  2. responsabilità penale: dichiarare il falso in atti o procedure di qualifica fornitori può avere risvolti penali per l’amministratore, specialmente se l’incidente causa interruzioni di servizio pubblico;
  3. danno reputazionale: verrai etichettato come il fornitore “non sicuro” che ha infettato la filiera, venendo escluso dal mercato.

Non farti trovare impreparato: trasforma l’Audit in un vantaggio

Le ispezioni NIS2 indirette non devono essere viste solo come una minaccia, ma come un filtro di mercato. Le grandi aziende stanno disperatamente cercando fornitori già pronti, che non rappresentino un rischio.

Essere in grado di rispondere al questionario del tuo cliente dicendo: “Ecco le nostre procedure, ecco il nostro piano di Disaster Recovery ed ecco i risultati del nostro ultimo test” ti mette in una posizione di forza assoluta rispetto ai tuoi concorrenti che improvvisano.

Come ti aiuta NIS2Lab? Noi prepariamo la tua PMI a superare proprio questi controlli:

  • ti aiutiamo a costruire il fascicolo documentali che i tuoi clienti si aspettano di vedere;
  • ti prepariamo a rispondere agli audit senza dover mentire e senza rischiare sanzioni contrattuali.

Il tuo cliente ti ha già inviato il questionario di sicurezza?

Non compilarlo a caso. Le risposte che dai oggi diventeranno vincoli contrattuali domani.

Non aspettare che la mancanza di conformità diventi un ostacolo alla crescita del tuo business. Contattaci oggi stesso e scopri come possiamo aiutarti a trasformare la conformità in un vantaggio competitivo.